Indennità o.p. E mancata informazione
Sin dalle prime notizie che trapelavano sull’ipotesi di revisione della spesa (spending review) che il Governo stava predisponendo, contenute poi nel D.L. nr. 95 del 6 luglio 2012, il SILP, con comunicati stampa ripresi dagli organi di informazione anche nella giornata odierna, ha manifestato un forte dissenso su alcune delle scelte operate dal Governo e specificatamente sulla soppressione delle province e sulla riduzione del turn-over anche per le Forze di Polizia.
Abbiamo evidenziato come la soppressione di svariate province determinerà la chiusura di altrettante Prefetture e Questure e l’assegnazione delle funzioni ad altri uffici nel territorio. Abbiamo, al riguardo, contestato l’idea che in alcune aree del paese un Commissariato o un presidio di Polizia possano sostituire una Questura. Un’idea questa che dimostrerebbe che il Governo non ha chiara la conseguenza che da ciò ne deriverebbe in termini di abbassamento del livello di sicurezza per i cittadini.
Abbiamo contestato la riduzione del turn-over per le Forze di Polizia (20% nel triennio 2012-2014 e 50% nel 2015), che si traduce in una perdita di circa 18000 unità per il Comparto Sicurezza e di oltre 5000 unità per la sola Polizia di Stato, in un’Amministrazione, tra l’altro, che ha già una carenza di organico di circa 12000 unità. Tutto questo dopo i tagli del governo Berlusconi, che hanno ridotto gli stanziamenti di bilancio di € 3 miliardi per la sicurezza e nonostante le assicurazioni fornite nelle ultime settimane dal governo Monti.
Sulla questione si sottolinea che la riduzione del turn-over non inciderà sul concorso in atto di 2800 posti, indetto sulla base dei provvedimenti emanati nel 2011 che tenevano conto delle carenze di organico dell’anno precedente.
La riduzione avrà, invece, effetti sui prossimi provvedimenti di assunzione che riguardano il 2012.
Sia sulla questione della soppressione delle province che su quella della riduzione del turn-over e comunque su tutti gli altri temi inseriti nel provvedimento della revisione della spesa che possono riguardare anche indirettamente il nostro comparto, se il Governo insisterà sulla linea dei tagli drastici il SILP organizzerà iniziative pubbliche finalizzate a rendere edotta l’opinione pubblica delle disastrose conseguenze che i provvedimenti avrebbero sulla sicurezza dei cittadini.
Roma 13 luglio 2012
La stima del sindacato di polizia Silp-Cgil
“Con il decreto sulla spending review, nonostante le assicurazioni che erano state fornite nelle ultime settimane, il Governo taglia oltre alle province anche la sicurezza. La soppressione di svariate province determinerà, infatti, la chiusura di altrettante prefetture e questure e l’assegnazione delle funzioni ad altri uffici nel territorio”. Lo afferma Claudio Giardullo, segretario del sindacato di polizia Silp-Cgil. “Al momento - rileva Giardullo - il governo non ha fatto conoscere quali misure vorrebbe adottare per evitare un pericoloso calo dei livelli di sicurezza, specie in province come Crotone, Vibo Valentia, Caltanissetta, Enna e Ragusa, che sono aree ad alta presenza mafiosa e che sembrerebbero a rischio di chiusura. Certamente l’idea che in quelle aree un commissariato potrebbe sostituire una questura dimostrerebbe soltanto che il governo non ha chiaro il livello di pericolosità delle organizzazioni criminali che vi operano”. “Mentre - prosegue il segretario del Silp - sul versante della riduzione di fatto del personale non siamo in presenza solo di ipotesi. Il decreto prevede, infatti, una possibilità di copertura del turn-over degli operatori di polizia del solo 20% nel triennio 2012-2014 e del 50% per il 2015, cioé una perdita di oltre cinquemila operatori per la sola Polizia di Stato, cioé per un’amministrazione che è già sotto di dodicimila unità in organico. E tutto questo dopo i tagli del governo Berlusconi, e mentre si sostiene che la sicurezza non verrà toccata”. (ANSA).
SABATO 23 GIUGNO 2012 11:52
Lezione-show alla scuola carabinieri del generale Clemente, fratello di Maurizio. Roma, 23 giu (di Sandra Amurri) - Attenti! seguito dallo sbattere dei tacchi. Entra inaspettatamente il vicecomandante generale dell’Arma dei carabinieri, comandante delle Scuole, Clemente Gasparri, fratello del berlusconiano Maurizio. Corso di aggiornamento, Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma. Si sta svolgendo una lezione sulla pedopornografia. Sullo schermo, la faccia simpatica di Bonobo, la scimmia parlante. Il docente estrae la pennetta dal computer e lascia il posto al Generale Gasparri che con voce tonante chiede: “Mi sentite?!”. Afferra il bavero della giacca appesantita dalla greca e tre stelle, posizione eretta, si sfrega le mani ed esclama: «Bene! Chi si è dato la morte lo ha fatto senza motivo, senza dare o lasciare spiegazioni. Come si può affidare a queste persone “psicolabili” la sicurezza delle nostre comunità nazionali?». Lo chiede a commento dei sette carabinieri suicidatisi negli ultimi due mesi, tra cui un ufficiale di Brescia, che aveva condiviso la formazione con i Capitani presenti.
Poi sventola le copie dei ricorsi degli ufficiali presenti appena estratte dalla borsa e in tono irridente dice: «L’Arma, ai miei tempi, era granitica! C’è in atto un processo inesorabile di sgretolamento». Il riferimento è agli ufficiali del Ruolo Speciale (che non provengono dall’accademia) che, svolgendo le stesse funzioni, rivendicano un trattamento eguale ai colleghi del Ruolo Normale. «Leggete, leggete! Si vuole nominare un vostro Ufficiale rappresentante Cocer. E poi che fate? Prendete a schiaffi il Comandante Generale? Avete scelto di fare l’ufficiale del Ruolo Speciale, accettando le regole del gioco, ora le si vuole cambiare. Ve lo ha ordinato il dottore di fare l’ufficiale? Guardate questi ragazzi dell’applicativo (Ruolo Speciale, ndr), prima ci scassano con le telefonate per farsi raccomandare per il concorso, poi, una volta entrati, ti piazzano la domanda di avvicinamento alla moglie che fa la cassiera al supermercato! Nessuno dei ragazzi dell’Accademia si sogna di farlo. Il vostro comandante della Scuola si sta preparando all’ennesimo movimento, accettando il sacrificio senza lamentele e senza istanze!».
Mentre c’è chi chiede al vicino di banco: “Ma siamo sicuri che non sia Crozza?”, il Generale rincara la dose: «Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere. L’Arma è come un treno in corsa, i passeggeri sono vincolati, prima di scendere, alla responsabilità di lasciare pulito il posto occupato. Gli ufficiali del Ruolo Speciale che fanno il ricorso, i giovani ufficiali dell’applicativo che fanno istanze per avvicinarsi alla famiglia, gli omosessuali che ostentano la loro condizione, sono in sintesi tutti passeggeri sciagurati dell’antico treno, potenzialmente responsabili della sporcizia o del deragliamento». Non pago, si toglie due macigni dalle scarpe: «Il Comandante Generale è una persona seria, che cammina da solo con il suo autista, non come il capo della Polizia che cammina con la scorta e una fila di macchine avanti e dietro. Che cambia tra i due? Il Comandante Generale è, forse, meno importante del capo della Polizia?».
A seguire: «Sono stato più volte chiamato dai magistrati come persona informata sui fatti. Io non ho paura di loro e loro lo hanno capito, e se lavorassero di più non avrebbero di certo tanto arretrato». Poi spiega che non è possibile intervenire perché quello che ha detto rischia di scatenare reazioni accese. “Attenti”. Seguito dallo sbattere dei tacchi. E Gasparri, non Maurizio ma il fratello Generale Clemente, solo di nome, scompare dietro il portone. Riprende la lezione sulla pedopornografia. Sullo schermo torna Bonobo, la scimmia non violenta, solidale anche con chi non appartiene alla sua famiglia o al suo gruppo, che come spiega il professor Frans de Waal, è capace di altruismo, compassione, empatia, gentilezza, pazienza e sensibilità. E le due immagini non si sovrappongono. (Il Fatto Quotidiano)
E di pochi giorni fa un dossier apparso su “ Repubblica” sugli alti costi e gli scarsi risultati ottenuti nei Cie.
Articolo che sottolinea anche i risultati deludenti delle espulsioni, ma che, però, nel fotografare la realtà del mondo dell’immigrazione e nel calcolo costi-benifici non include i costi “umani” e lo sforzo conseguente all’impiego di personale che le singole forze di polizia mettono in campo per gli accompagnamenti ai Cie.
Per rimanere a Vicenza, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una costante attività di controllo del territorio, attività che consideriamo fondamentale, ed alla quale i lavoratori della Polizia di Stato, impegnati sul territorio, hanno sempre risposto egregiamente alle esigenze di una realtà territoriale che ha problematiche di sicurezza legate alla criminalità diffusa, che non è mai stata sottovalutata.
Il recente impulso a questa attività é stato il naturale aumento di controllo di cittadini comunitari e non; quindi in primis, dell’attività dell’ufficio immigrazione ed a seguire di tutto l’altro personale impegnato in successivi accompagnamenti presso i Cie, soprattutto in quelli dislocati in località anche molto distanti da questa regione.
Dobbiamo però pure dire che in un momento delicato per gli equilibri economici sociali del paese, che vede un aumento di rivendicazioni a causa dei tagli ai posti di lavoro, con il governo impegnato a ridurre i fondi anche e pericolosamente sulla sicurezza, con questo capoluogo che continua ad essere dimenticato ed a soffrire pesantemente le conseguenze di mancati nuovi arrivi di personale, una gestione non ben equilibrata delle poche risorse a disposizione può alla lunga incidere negativamente sul sistema.
E’ chiara la legge che prevede questi accompagnamenti, legati la maggior parte a provvedimenti di natura amministrativa, ma in clima di spending review, distrarre tante risorse per un solo argomento, considerata, ripetiamo, la cronica carenza di personale che affligge questa sede, qualche quesito ce lo pone…
Stefano Caicchiolo
Con riferimento ai servizi di pulizia dei locali adibiti ad organismi della Polizia di Stato, risulta che gli U.T.G. - Prefetture hanno comunicato alle direzioni dei vari uffici di Polizia le nuove tipologie nonché le frequenze delle prestazioni da effettuare presso gli uffici per la proroga trimestrale del contratto scaduto dal 2008, compresa nel periodo dal 02.04.2012 al 31.12.2012.
Tali rinnovi in proroga, a causa della restrizione dei fondi appositamente destinati, nel corso del tempo hanno visto una notevole riduzione delle prestazioni e delle frequenza assicurate, quantificabili, mediamente, in oltre il 50%.
Le consistenti riduzioni stanno comportando effetti non più trascurabili per quanto concerne la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dei luoghi di lavoro in tutti gli uffici della Polizia di Stato presenti in provincia, con particolari criticità segnalate nei siti con accesso di pubblico, spogliatoi e celle di sicurezza.
La scrivente O.S. ritiene che le riduzioni in argomento non possano né debbano incidere oltre un determinato limite rispetto alle condizioni igienico-sanitarie delle strutture di Polizia che trovano specifici vincolanti riferimenti nella legislazione vigente (legge 833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, nella quale, all’art. 2, vengono individuati gli obiettivi tra i quali, al comma 5°, “la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente di vita e lavoro”), per non dirsi del D. Lgs.vo 81/2008.
In considerazione del fatto che gli uffici di Polizia rientrano nelle cd “aree riservate”, per le quali la normativa riconosce la titolarità di verifiche e controlli agli organismi interni all’amministrazione stessa e che, in particolare, per quanto concerne le materie sulla sicurezza del lavoro e dell’igiene e salubrità vengono individuati il Servizio Sanitario interno e gli Uffici di Vigilanza propri, questa O.S. chiede di conoscere se, alla luce delle intervenute nuove riduzioni, gli stessi siano stati attivati per valutare gli effetti delle attuali prestazioni e frequenze dei servizi di pulizia presso gli uffici provinciali della Polizia di Stato e, in particolare, se le stesse permettono di garantire la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dei luoghi di lavoro, con preghiera di ricevere copia delle valutazioni nel caso esse siano state prodotte o, in caso contrario, conoscere l’orientamento della S.V., datore di lavoro.
La presente richiesta è formulata ai sensi del D.L.vo 81/08 e nell’esercizio delle funzioni di RLS attribuita alle OO.SS. maggiormente rappresentative.
Il Segretario Provinciale Generale
Stefano Caicchiolo
Sig. Questore, dalla lettura della circolare odierna nr. ……. apprendiamo dell’organizzazione di un corso motivazionale organizzato in collaborazione con un ente esterno.
Preliminarmente, dobbiamo registrare con disappunto e preoccupazione che Lei ancora non ha disposto la convocazione della Commissione paritetica preposta all’aggiornamento e addestramento dei dipendenti della Polizia di Stato, presieduta dal sig. Vicario, al cui interno debbono essere discusse con le OO.SS. le materie oggetto di aggiornamento e addestramento professionale.
Le Commissioni provinciali paritetiche non sono un organo consultivo, ma decisionale, le cui determinazioni sono assunte previo parere favorevole della maggioranza dei presenti.
Così stando le cose, la domanda è: a che cosa serve allora una Commissione se poi è il Questore stesso a non convocarla?
A questo punto ci sembra necessario ribadire come devono funzionare le sei Commissioni: ogni singola Commissione è competente all’esame e alla formazione di proposte sulle materie ad esse rispettivamente demandate e, in base alle determinazioni da esse assunte, l’Amministrazione adotta le conseguenti iniziative, fornendo adeguate motivazioni alle Organizzazioni circa le ragioni per le quali dovesse eventualmente dissentire.
Il Questore è tenuto a dar seguito alle decisioni che si prendono in quella sede e, se ritiene di discostarsene, deve spiegarne i motivi.
Serve quindi una virata culturale su questo strumento, da parte dell’Amministrazione.
Tornando al corso di cui all’oggetto, il Silp-Cgil lamenta la carenza di informazioni nella missiva ricevuta: non è stato chiarito se le giornate previste vengono considerate rientranti nelle 12 annue previste dall’ANQ, e nel caso se in quelle generali o di settore; in una simile previsione sarebbe quantomeno opportuno conoscere nel dettaglio il programma, le materie e i docenti coinvolti.
Non si comprende inoltre, e il Silp-Cgil è al contrario interessato a comprendere, se il personale individuato dai dirigenti sarà obbligatoriamente inviato d’ufficio o se Lei auspica una adesione su base volontaria, in autoformazione il che, ci permettiamo di osservare, non è la stessa cosa.
Ce lo chiediamo dopo un’attenta riflessione perché se un responsabile o dirigente di un ufficio non avverte l’esigenza di partecipare in prima persona o far partecipare propri collaboratori ad un evento del quale, preventivamente, non ha ricevuto dettagliate informazioni o chiarite le ragioni sottostanti, non riteniamo che l’Amministrazione lo possa obbligare, tanto meno se, la stessa Amministrazione si trova in palese difetto con l’attività formativa obbligatoria prevista dall’ANQ (con un ovvio e necessario sguardo all’andamento dell’attività dell’anno passato).
E infine, ancora, nella circolare si parla di due giornate consecutive strutturate su mattina e pomeriggio più una terza giornata “follow up”. Di quante ore si tratta, cosa è richiesto ai partecipanti in termini di preparazione, come debbono prendervi parte….insomma, Signor Questore, certamente le intenzioni saranno le migliori del mondo ma, ci consenta, la circolare appare come una rabberciata comunicazione priva dei requisiti minimi di chiarezza ed esaustività.
Abbiamo constatato che il tema della previdenza riguardante i 500.000 Appartenenti alle Forze di Polizia, Forze
Armate e Vigili del Fuoco non rientra tra le questioni di maggiore interesse per il Governo. Tre mesi fa il Presidente
del Consiglio, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli organi di Rappresentanza militare
aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità del Comparto. Adesso il Governo mostra di andare in direzione
opposta. Sulle pensioni intenderebbe determinare un peggioramento delle condizioni di accesso per gli Operatori del
Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico. Le Organizzazioni Sindacali SIAP-SILP/CGIL-COISP-ANFP della
Polizia di Stato, OSAPP-SINAPPE-FP CGIL della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato e USPPI,
CONFSAL, SINDIR UGL dei Vigili del Fuoco denunciano la forte preoccupazione per una visione solo ragionieristica
che il Governo manifesta nell’affrontare la questione previdenziale che andrebbe, invece, analizzata con attenzione
e competenza e che riguarda centinaia di migliaia di Operatori della sicurezza che quotidianamente affrontano
armati, in situazioni complesse e rischiose, il controllo del territorio e dell’ordine pubblico, il controllo degli Istituti
penitenziari ed il servizio di soccorso pubblico.
Denunciamo, quindi, l’assoluta mancanza di sensibilità che il Governo dimostra nei confronti degli Appartenenti al
Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico, nonché la mancanza di consapevolezza da parte dello stesso circa i
rischi per gli Operatori di Polizia e soprattutto per i cittadini, derivanti da un ulteriore aumento dell’età media dei
Poliziotti, Militari e Vigili del Fuoco.
Rivendichiamo, con forza, l’avvio della previdenza complementare che gli Operatori del Comparto attendono ormai
da oltre 15 anni, oggi ancor più necessaria e indifferibile stante l’introduzione del sistema contributivo per tutti i
lavoratori.
Pur dinanzi alla disponibilità dimostrata soltanto in questi giorni dal Governo ad incontrare le Rappresentanze
Sindacali per un confronto sulle pensioni, frutto soprattutto delle nostre pressioni esercitate dichiarando lo stato
di mobilitazione, siamo oggi presenti davanti al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Economia e davanti a tutte le
Prefetture, per manifestare il dissenso della categoria contro decisioni che il Governo sembra voler adottare in
materia di pensioni anche a costo di provocare un pericoloso abbassamento dei livelli di sicurezza dei cittadini e
degli Operatori del Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico.
Porteremo le nostre rivendicazioni in sede di confronto con il Governo, sostenendo con forza il riconoscimento della
nostra specificità, soprattutto su una materia come quella previdenziale, nella considerazione che le decisioni che
verranno prese, qualora sbagliate, avranno certamente ricadute negative sulla sicurezza dei cittadini.
19 marzo 2012
Polizia di Stato
SIAP – SILP/CGIL – COISP – ANFP
Polizia Penitenziaria Vigili del
IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL MINISTRO DELL’INTERNO A VICENZA LE SEGRETERIE PROVINCIALI DEI SINDACATI DI POLIZIA HANNO CONSEGNATO UN DOCUMENTO UNITARIO SOTTOSCRITTO DA TUTTE LE SIGLE DEL COMPARTO SICUREZZA NEL QUALE, DOPO AVER EVIDENZIATO LA FORTE PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE DEGLI ORGANICI DEL PERSONALE LA CUI ETA’ MEDIA E’ IN COSTANTE AUMENTO E PER LA TOTALE ASSENZA DI TURN-OVER, HANNO CHIESTO AL MINISTRO DI FAR ASSEGNARE QUANTO PRIMA NUOVI AGENTI ALLA QUESTURA, AL COMMISSARIATO DI BASSANO DEL GRAPPA ED ALLE SPECIALITA’ DELLA POLIZIA DI STATO (STRADALE, FERROVIARIA E POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI).
NEL FARLO I SINDACATI HANNO EVIDENZIATO ALCUNE NOTE CARATTERISTICHE PECULIARI DELLA REALTA’ VICENTINA SIA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO CHE SOCIALE E POLITICO E LE RICADUTE SUL PIANO DELLA CRIMINALITA’ COMUNE, DIFFUSA ED ANCHE ORGANIZZATA: UN TERRITORIO CON FORTE PRESENZA DI IMMIGRATI, NEL QUALE SI ANDRA’ ANCHE AD INSERIRIRE L’INCREMENTO DELLA PRESENZA DI SOLDATI U.S.A., RICCO,. DI ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ALCUNE DELLE QUALI IN STATO DI CRISI E DUNQUE APPETIBILI PER LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA COME DIMOSTRANO LE RECENTI CRONACHE E VICENDE GIUDIZIARIE.
TUTTO QUESTO IN UN TERRITORIO DA SEMPRE MOLTO PARTECIPE ED ATTIVO E DAL QUALE PROVIENE UNA FORTE DOMANDA DI SICUREZZA CHE RICHIEDE, DA PARTE DEGLI ORGANI PREPOSTI ALLA TUTELA DELL’ORDINE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA EFFICIENZA E FUNZIONALITA’ ORA A RISCHIO DI COMPROMISSIONE SENZA L’IMMEDIATO POTENZIAMENTO DEGLI ORGANICI.
I RAPPRESENTANTI DEI POLIZIOTTI HANNO OTTENUTO ASSICURAZIONI SULL’INTERESSAMENTO DEL MINISTRO IL QUALE CI FARA’ CONOSCERE, QUANTO PRIMA, LE PROPRIE DETERMINAZIONI.
Vicenza, 14 marzo 2012
SIULP
SAP
SIAP – ANFP
SILP per la CIGL
(Roberto MERIDIO)
(Oscar ACCIARDI)
(Carlo CORRA’)
(Stefano CAICCHIOLO)
UGL
Federazione UIL Polizia – ANIP ITALIA SICURA (Rdp – Pnfi)
Federazione COISP
CONSAP
(Fiorenzo DAL ZOTTO)
(Gianpaolo BETTINI)
(Fabio FACCHINELLO)
(Antonio DE VIRGILIIS)

